03/03/2010
Solitudine del numero 1 - Parte 2
A volte si materializzano di fronte a noi numerose situazioni od oggetti che ci ricatapultano in parentesi di vita che si pensavano definitivamente chiuse o quantomeno superate e lasciate alle spalle. Sono quelle situazioni a cavallo tra la scocciatura e un lieve sorriso che per un motivo o per l’altro le associamo ad esperienze che furono, con persone che furono, in luoghi che furono. Sono solo associazioni mentali e niente di più.
È proprio l’insistenza di queste associazioni che può portare a riflettere e specchiarsi nei sentimenti latenti o presunti tali.
Per questo motivo si materializzano due problemi fondamentali: da un lato la questione relativa alla classificazione di tali sentimenti come latenti; e dall’altro, il manifestarsi di tali materializzazioni.
E quindi probabilmente è questione di attimi e momenti. Questione di Sliding Doors. Questione di dire e pensare che stiamo cercando per forza di cose un collegamento in qualcosa che non ha collegamenti né spiegazioni logiche.
Anche perché è molto più facile così.
Ma soprattutto è molto più affascinante così.
Pensare di poter capire qualcosa che non può essere compresa solo per il gusto di cercare in qualche illusione la motivazione per cui è stata fatta una scelta razionale.
Approccio sicuramente romantico.
Ed evidentemente affascinante.
Necessariamente bisognoso di talune condizioni che lo agevolino nel manifestarsi.
Ma è necessario credere, dato che il momento e la situazione non la si crea.
Almeno, in questo modo, non si possiede la presunzione di poter essere decisionisti su ciò che si ritiene possa portare a qualcosa che ci riguarda da vicino. O almeno qualcuno la pensa così.
15:11
Scritto da: aorangi1
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| Tag: solitudine, comprensione | OKNOtizie |
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